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Fabrizio Giusti

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La Val Roseg. Alla volta della famosa Val Roseg siamo partiti io Paolo Andrea e Maurizio nel mese di ottobrte 2007 attrezzati di teleobiettivi e maglioni pesanti. Partendo da Merano percorriamo la Val Venosta per arrivare a buio inoltrato nell'hotel prenotato a Celerina vicino a Sant Moritz (Svizzera). Al mattino ci alziamo di buon ora e con sorpresa troviamo la neve ma non ci scoraggiamo, si scioglierà poco dopo. Parcheggiamo la macchina in un parcheggio vicino alla stazione dei treni a Pontresina dove a pochi metri inizia il sentiero che ci porterà lungo la valle naturalistica circa 7 km. Appena incamminati veniamo sorpresi dalla quantità di cincie che stazionano e volano tra gli alberi e con un pò di mangime, comprato appositamente, siamo circondati e così inizia la lunga serie di scatti rendendoci conto, che i teleobiettivi, quasi non servono in quanto mentre attendiamo con la macchina sul cavalletto le cincie si appoggiano addirittura sui teleobiettivi...Nelle immagini più ravvicinate è molto utile l'utilizzo del flash come riempimento sottoesponendolo di qualche stop per avere una esposizione più naturale.

Proseguiamo incontrando varie specie di volattili e poi incontriamo pure i furetti e assistiamo mentre si azzardano a recuperare le noccioline depositate, da noi stessi, nei punti strategici fotograficamente. E gli scatti si sprecano....

Arriviamo in un punto dove il sentiero si allarga e dall'altra sponda del fiume si apre un meraviglioso bosco di larici che riflettono un colore arancione nello scorrere dell'acqua. A quel punto non si può fare a meno di non fotografare i riflessi. Quasi in riva all'acqua staziono il mio cavalletto e compongo l'immagine alla ricerca del miglior riflesso, l'unico problema è che la temperatura, se ben fosse solo metà ottobre, è di -5 gradi e lo testimonia nella foto sopra il ghiaccio che si è formato sopra un sasso che sporgeva dall'acqua. Subito dopo proseguiamo per riprendere temperatura...


 

Proseguiamo fino ad arrivare ai piedi del Ghiacciaio Rosegg (Roseggletscher) e ci fermiamo al rifugio Roseggletscher per un tè caldo. Questa valle è particolarmente fredda anche in autunno e d'inverno si trovano facilmente temperature che si aggirano intorno ai -15,  -20. Decidiamo dopo la sosta di incamminarci verso la via del ritorno per evitare di arrivare con il buio. Stanchi e soddisfatti dagli scatti effettuati camminiamo con le nostre macchine fotografiche negli zaini senza sosta sino alle macchine.

Il giorno dopo ripercorriamo solo la parte iniziale del sentiero e grazie alla splendita giornata riusciamo a cogliere dei buoni scatti con il sole.


Non poteva mancare una foto ricordo di questa bella avventura nel segno della natura. Da sinistra Io, Andrea, Maurizio e Paolo.


         
        

         
 
 © Fabrizio Giusti