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Fabrizio Giusti

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Abili cacciatori.
Normalmente siamo abituati a vedere documentari o immagini dove grossi animali, leonesse, tigri ed altre specie,  predano correndo tra lunghe distese,  e come sempre in natura il più debole ha la peggio. In una delle varie uscite di caccia fotografica, senza poi andare così lontano, ho potuto assistere per la prima volta dal vivo ad una cattura di una cavalletta, da parte di uno spietato ragno. Quella mattina sopra i prati di Merano BZ nei pressi di Castel Labers il movimento di insetti tra gli steli d'erba era parecchio e allora cominciai a fotografare un pò quà e un pò là, ma a un certo punto vidi osservando da vicino le varie zone che ancora dovevo esplorare, un ragno enorme. Argiope   bruennichi, appartenente alla famiglia degli Araneidae.
Mi precipitai con la dovuta cautela di fronte a lui e cominciai a fotografarlo avvicinandomi sempre più e così pensai pure di riprenderlo da un'altra angolazione, visto che era immobile, avevo deciso di approfittarne fino alla fine. Mentre stavo scattando una seconda sequenza di immagini, una delle tante cavallette presenti atterrò sul perimetro esterno della ragnatela e purtroppo gli fu fatale perché in una frazione di pochi secondi, il ragno ad una velocità impressionante la intrappolò nella sua tela girandoci attorno moltissime volte vedi foto. 




 

Quando poi la cavalletta fu imprigionata definitivamente, il ragno si appostò vicino e con molta pazienza attese la morte della sua preda.
Ritengo di aver avuto una certa fortuna a poter fare questa sequenza di foto, ma alla fine un pò ci rimasi pure male...ma questa è la natura.




                                 

La giornata non finì con l'avventura del ragno e la cavalletta, ma dovetti assistere, mentre fotografavo un esemplare di Mantide Religiosa, ad un'altra spietata cattura. Anche quì in un batter d'occhio una povera ape che si aggirava vicino al fiore a caccia di polline, fu presa al volo dalle lunghe zampe della Mantide per poi essere trascinata giù lungo lo stelo e divorata in pochi secondi.








 

Anche quì rimasi a bocca aperta e pensai che per quella giornata ne avevo viste abbastanza e così rientrai soddisfatto di aver prodotto delle immagini nuove, ma pensando in continuazione alla povera cavalletta e alla povera ape.




 


 
 © Fabrizio Giusti